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Alle porte dell’Europa

Non si tratta di un’emergenza temporanea: è un’emergenza stabile da anni, da quando c’è la cosiddetta “rotta balcanica”. Il freddo inverno ha messo a dura prova la capacità di sopravvivenza dei migranti. Perdurano e non conoscono stagione le ripetute violazioni dei diritti umani, gli abusi, la violenza da parte delle polizie locali e della popolazione dei paesi di transito nei confronti dei migranti – tra cui donne e bambini costretti a vivere per terra all’aperto e a camminare per migliaia di chilometri.

Ci troviamo alle porte dell’Europa, in Bosnia-Erzegovina.

L’area balcanica rappresenta infatti una delle principali vie per chi fugge da quelle martoriate aree medio-orientali nel tentativo di trovare rifugio in uno dei paesi dell’Unione europea. Dopo la chiusura delle rotte verso la Bulgaria, o attraverso la Serbia in Ungheria e Croazia, il flusso si è spostato maggiormente verso la Bosnia Erzegovina, un paese che presenta ancora moltissime fragilità conseguenti alla guerra dei Balcani, una povertà diffusa e un tasso elevato di disoccupazione.

Nel dicembre del 2018 IPSIA del Trentino, grazie al contributo dei fondi per l’emergenza della PAT, ha contribuito all’apertura nel Cantone di Una Sana, all’interno del campo più grande della Bosnia Erzegovina, il Centro di Transito Bira a Bihać, il cosiddetto Čaj Corner, l’angolo del tè dove gli operatori e i volontari ogni giorno distribuiscono 600 tè caldi e promuovono attività ricreative, sportive, animative per gli oltre 1500 ospiti del campo, tra cui oltre 500 minori non accompagnati.

Per sostenere

Rispetto al piano di aiuti in Bosnia, in questo momento si è optato per una raccolta fondi e non per la raccolta di beni materiali e di vestiario in Italia e in Trentino in quanto la situazione è tesa anche nei confronti dei cittadini locali: si vuole quindi comprare sul posto il necessario, in modo da aiutare anche le comunità locali in queste terre già provate che sono messe alla prova dal passaggio e dalla presenza costante di migliaia di profughi. Inoltre, la priorità a livello logistico è nell’organizzare ripari, tende riscaldate, generatori per la luce, e si preferisce non appesantire ulteriormente gli operatori con operazioni di smistamento delle merci.

I fondi supporteranno:

– acquisto di materiale per primo soccorso per curare ferite e ustioni (disinfettante, garze, bende, pomate)

– acquisto di kit igienici

– creazione di luoghi di ritrovo riscaldati

– distribuzione di pasti caldi

– attività di sostegno psicologico e di animazione sociale

Queste ultime attività possono sembrare meno importanti ma invece per persone stremate e disperate come quelle che si trovano nei campi hanno una valenza altissima e sono fondamentali per ridare dignità alla persona.

Le donazioni possono essere fatte sul cont corrente:

IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI) del Trentino odv (onlus)

Cassa Rurale di Trento – IBAN: IT29G0830401807000007335132)

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