Home > Cosa facciamo > Progetti di Cooperazione allo Sviluppo > Uganda – Una scuola per Alito

Nel nord dell’Uganda, da qualche anno territorio pacificato e liberato dall’azione di gruppi estremisti che hanno provocato più di 30.000 morti e oltre 2 milioni di sfollati, IPSIA del Trentino, in collaborazione con Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, ha deciso di sviluppare un progetto a supporto dell’azione del vescovo Giuseppe Franzelli, un comboniano italiano che regge la diocesi locale: la costruzione di una scuola dove una volta sorgeva un lebbrosario. Con la ristrutturazione dei locali già esistenti, si sono realizzate aule, cucina, refettorio, bagni e dormitori, case per gli insegnanti, impianti per l’acqua e per l’elettricità. Infine, si sono forniti banchi e materiale scolastico.

 

Si tratta di un progetto innovativo perché la scuola è vocata all’agro-business. Qui si raccolgono i ragazzi che non hanno avuto modo di accedere alle scuole (e sono molti in questa area) e che si dedicano al lavoro nei campi. Non si tratta di ragazzi e ragazze comuni: sono giovani tra i 15 e i 30 anni, pressoché analfabeti, che i capivillaggio scelgono come responsabili futuri per l’agricoltura dei loro territori. Vengono mandati a frequentare la scuola a tempo pieno per un periodo di un anno, dopo di che tornano al villaggio per restituire quello che hanno appreso in una logica di “dono”. La scuola quindi è di tipo “professionale” nel senso che è estremamente concreta. Alterna un semestre di lezioni che vanno dall’alfabetizzazione a nozioni di agraria, e prosegue con un altro semestre basato sul lavoro nei campi, con l’acquisizione delle tecniche per una corretta cura della produzione agricola, dalla seminagione al raccolto, e prosegue con un tutoraggio a distanza per aiutare questi piccoli coltivatori ad andare oltre la sussistenza, verso modelli di piccola azienda familiare e quindi di sostenibilità. Un modo per ridare vita a questa zona rimasta sconvolta da anni di terrore e rassegnazione. Nel giro di alcuni anni, proprio grazie agli ortaggi e ai frutti che verranno coltivati nei 350 acri di terra annessi al complesso scolastico, l’intero sistema si auto-sosterrà.

 

 

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